
Alla fine di un Campionato del Mondo di F1 combattuto come quello 2008 è d'obbligo fare alcune riflessioni. In primo luogo vediamo le questioni politiche. Il nuovo regolamento tecnico, soprattutto l'abolizione del traction control, ha certamente aumentato lo spettacolo. Per me era davvero un piacere vedere tutti quei controsterzi e quelle sbandate! Forse qualche critica può essere mossa al modo di applicare il regolamento di gara e a una politica troppo interventista da parte dei commissari. Mai come quest'anno, infatti, si sono susseguite sanzioni, penalità e polemiche su scorrettezze dei piloti, presunte o meno che fossero. Inevitabilmente l'esito del campionato ne è stato influenzato, quando non anche condizionato, ma non spetta certo a me dare lezioni su come far rispettare delle norme approvate dalla FIA. L'attenzione degli appassionati, invece, deve concentrarsi soprattutto sulle battaglie in pista e quelle non sono davvero mancate. I due protagonisti della lotta per il titolo si sono davvero distinti, anche se in modo completamente differente. Hamilton ha confermato il suo talento cristallino e la sua attitudine per la velocità assoluta in ogni momento, anche quando, forse, la sua McLaren non era davvero all'altezza di supportarlo. Eppure, ancora una volta, il neo campione ha mostrato una certa immaturità in varie occasioni; solo il tempo ci dirà se è colpa dell'età e della poca esperienza oppure se forse qualche debolezza caratteriale c'è... Massa, dal canto suo, ha disputato la più bella stagione della sua carriera. Le sue ottime prestazioni velocistiche, anche in condizioni di bagnato e su circuiti a lui non troppo graditi, sono divenute davvero costanti. La sua capacità di adattarsi ai circuiti nuovi mostra un talento che ormai nessuno può più negargli. A questo bisogna aggiungere che ormai Felipe è davvero un uomo squadra: le sue reazioni, anche nei momenti più difficili sono degne di un grande campione (Michael docet...). Cosa gli è mancato allora? Sicuramente le due vittorie sfumate a Budapest e a Singapore, ma anche qualche punticino in più nelle gare di apertura e in quella di Monaco (dove peraltro si era distinto in qualifica!). Nonostante ciò, sul circuito di casa era ancora in lizza per il Mondiale, si è battuto come un leone (a differenza di altri...) e, insieme a Raikkonen, ha regalato alla Ferrari l'ennesimo meritatissimo titolo costruttori. Mi sento di dire solo una cosa a Felipe: di non perdere la concentrazione, di non mollare perché ormai è un pilota abbastanza maturo da poter lottare contro qualsiasi avversario. Anche la sfortuna...

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